Al Fornello da Ricci (Ceglie Messapica, Brindisi)

Pubblicato il 25 Feb 2014 da Simona Giacobbi

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Il ristorante Al Fornello da Ricci, che vanta una stella Michelin, si trova in Contrada Montevicoli a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, ed è un’istituzione, un’insegna storica, una tappa obbligatoria per chi si trova di passaggio in zona. Conosciuto dagli intenditori gourmet, chef ed esperti del settore, il locale è un mix equilibrato tra rustico ed eleganza in rosa antico. Dall’esposizione di oggetti agricoli e pentole di rame rovesciate che dal soffitto illuminano l’ambiente ai vini allineati in strutture alle pareti all’imponente camino centrale.
Vi accoglie Rossella Ricci, in cucina la sorella Antonella con il marito Vinod Sookar, originario delle Isole Mauritius. La cucina proposta rispecchia la tradizione, quella classica pugliese ma rivisitata, talvolta con il tocco esotico di Vinod. La qualità dei prodotti dell’entroterra è eccellente. La presentazione dei piatti di alto livello.

A darvi il benvenuto un pre-antipasto, le mitiche polpettine di pane fritte con un rosè, offerti dalla casa. Rossella Ricci prende le ordinazioni. Cavallo di battaglia del ristorante, che nasce come trattoria una cinquantina d’anni fa, il mitico cubo di coscia d’agnello cotta a bassa temperatura con vellutata di patate cotte sotto la cenere. Cubotto di cui parlano tutti. Dalla guida Michelin a quella del Gambero Rosso. E perfino in tv. Ma il menu varia periodicamente. Quindi non date il cubo d’agnello per scontato, neanche un sabato sera.
L’attesa vana del cameriere responsabile dei vini è stata una dimenticanza, un errore grossolano che non ti aspetti da un ristorante stellato.

Tra gli ottimi antipasti quello della casa che prevede una varietà di piatti che rispecchiano la tradizione della tavola di Puglia. Delizioso e soffice lo sformatino di finocchi. E ancora bietole in brodo, vellutata di carciofi con ricotta, tazzina di grano e melanzana cotti ‘al fornello’ (un metodo di cottura tipicamente pugliese in cui la carne sugli spiedi viene cucinata alla brace con il riverbero del calore, per evitare che la carne si cuocia in modo eccessivo). Lo speck servito con il resto degli antipasti delude. Ti aspetteresti un tagliere tipico di capocollo prodotto nella zona. A scelta, dal menu, anche una selezione di formaggi, pecorini, caprini e misti proveniente da masserie in agro di Ceglie e confettura di frutta, il capocollo della collina Montevicoli, pancetta tesa e salame stagionato di oltre tre mesi o misticanza e frutta con dressing di Vinod.
Menu di primi abbastanza vario: girandola di sfoglia alle bietole selvatiche, fonduta di stracciatella ai carciofi e polvere di olive nere Celine e gocce di ricotta fresca al pesto di cavolfiore verde, ciccioli di maiale e tartufo nero. La pasta è fresca e fatta in casa come i tarallini che vengono serviti insieme al pane. Pane da provare con l’olio extravergine d’oliva estratto a freddo Cesare Fiorio e prodotto con le olive dei poderi Masseria Camarda. Un olio importante, dal sapore forte e deciso.
Ottimi i triddi fatti in casa ai pomodorini, pancetta, fiori di broccoli e mollica fritta. Nota stonata la pancetta che si sarebbe meglio abbinata al piatto se fosse stata croccante. Avrebbe dato più vitalità alla pasta e alla crema di broccoli. In alternativa, il condimento senza l’elemento pancetta sarebbe stato sufficientemente piacevole al palato.

La carne è il piatto forte del menu dei secondi: tagliata di manzo “La Granda” alla piastra a carbone con fonduta di canestrato e insalata di frutta mista; bocconcini di coniglio stufato con funghi freschi (cardoncelli, gallinacci e porcini), pomodorini ed erbe mediterranee; misto di agnello o capretto, salsiccia e fegatini fatti in casa, cotto ‘al fornello’, con patate piccole arrostite; costata di manzo frollata 2 mesi, alla brace e insalatina tiepida di cardi alla vinaigrette di limone (per due persone).
Il tutto accompagnato da un Salice Salentino di Leone de Castris, vino rosso intenso ottenuto dai vitigni Negroamaro e Malvasia Nera.

Da provare i dolci, serviti con un moscato offerto. E soprattutto il prodotto tipico della zona, il biscotto di Ceglie (a base di pasta di mandorle e marmellata di ciliegie o uva, con fragranza di limone o caffè, ricoperto da una glassa a base di zucchero e cacao) e la versione “soft and crunchy” prevista dal menu dei dessert. E ancora, la sfogliatina con crema al profumo di limone; il tortino morbido al cioccolato fondente con ganache al cioccolato bianco e frutti rossi; il buonissimo cono semifreddo ai fichi secchi e mandorle con vin cotto; un dessert ai formaggi morbidi con granella di mandorla e frutti rossi e un thè nero alla vaniglia delle isole Mauritius.
La prenotazione è consigliata (soprattutto in estate).

Ultima visita: gennaio 2014.

AL FORNELLO DA RICCI
Contrada Montevicoli
72013 Ceglie Messapica (Brindisi)
Tel. 0831 377104

Giornalista professionista, laurea in lingue e letterature straniere e un master in Social Communication. Piacentina d’origine, pugliese d’adozione dal 2012, cresciuta a tortelli e gnocco fritto, impara a cucinare in Canada, a Toronto, dove ha vissuto sei anni e dove ha lavorato per il quotidiano italiano Corriere Canadese. Oltreoceano scopre una diversità culinaria etnica senza confini. Da allora la sua vita cambia. Cucina e ristoranti diventano luoghi interscambiabili di idee, progetti, tradizioni e passioni. Ama assaporare, provare, gustare. E fare foto. Conduce su Telenorba e TgNorba24 la trasmissione “I colori della nostra terra”, un programma che parla di ruralità, agroalimentare ed eccellenze enogastronomiche della Puglia. Inventrice della Pizza Pioggia servita, insieme alla Pizza Puglia Mon Amour, nel menu di una pizzeria di Cisternino, ha collaborato con I Love Italian Food e il Cucchiaio d’Argento ed è spesso chiamata a far parte di giurie di eventi a carattere enogastronomico e di concorsi legati al mondo della pizza. Recensisce pizzerie per guide cartacee e online. Nel 2011 crea Pasta Loves Me, un blog che parla di lei, di pasta, food e lifestyle. È fondatrice e responsabile di Puglia Mon Amour, un’avventura che vive con gli occhi curiosi di turista e l’entusiasmo di un’innamorata per una terra che regala ogni giorno emozioni, genuinità e solarità. Ha la pizza napoletana nel cuore e tutto quello che rende felice il suo palato. E vive con una certezza: la pizza non le spezzerà mai il cuore.

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