Le cozze di San Giacomo alla “fra Manicone”

Pubblicato il 6 Mar 2014 da Simona Giacobbi

capesante

Le cozze di San Giacomo o capesante sono merce preziosa, un po’ come le ostriche. Questa, pensate, è una ricetta che risale al Settecento e fu inventata dal monaco-fisico Michelangelo di Vico del Gargano.
La cozza di San Giacomo o “Conchiglia dei pellegrini” o “ventaglio” deve essere viva.
Vanno poste sulla graticola nella loro conchiglia, a una spanna dalla brace, per una decina di minuti, sino a quando il mollusco si staccherà.
Durante la cottura fate sgocciolare dall’alto, infilzato in uno spiedo e tenuto sospeso, un pezzo di lardo.

In alternativa, soluzione forse un po’ più “moderna”, potete far passare le capesante, dopo averle pulite molte bene, in una padella con un po’ di olio avvolte dal lardo. Dovranno cuocere per 3-4 minuti fino a quando si formerà una bella crosticina dorata. Aggiungete un po’ di pepe. Potete servirle su un purè di fave o di cicerchie.

Giornalista professionista emiliana, fondatrice del sito PugliaMonAmour.it, laurea in lingue e master in Social Communication. Cresciuta a tortelli e gnocchi, impara a cucinare in Canada dove ha vissuto sei anni e dove ha lavorato per il Corriere Canadese. Amante e studiosa del barbecue, creatrice del food blog PastaLovesMe.com e delle Pizze Pioggia e Puglia Mon Amour inserite nel menu di una pizzeria di Cisternino, tra le più apprezzate, ama cucinare, raccontare, fotografare, organizzare eventi e... fare la pizza napoletana in casa. Fa parte dell'Associazione Le Donne del Vino Delegazione Puglia, è stata giudice in diversi concorsi enogastronomici e ha collaborato con il Cucchiaio d'Argento e I Love Italian Food. Conduce su Telenorba la trasmissione “I colori della nostra terra”, approfondimento settimanale sul territorio, turismo, agroalimentare ed enogastronomia.

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