È il Salento la “Start up valley” d’Italia con giovani imprese tecnologiche, agroalimentari, turistiche

Pubblicato il 2 Ott 2014 da Redazione

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Antonio Scarnera ha 16 anni e ha creato un’azienda informatica – l”Island of Host’ – che noleggia server web. Gianluigi Parrotto si è diplomato, ha 20 anni, e con la sua società’ ‘G.P. Renewable’, progetta, costruisce e vende su internet mini pale eoliche da usare sopra i tetti.
“Aziende – assicurano i due ragazzi, entrambi salentini – che stanno andando benissimo” e che sono state attivate grazie alla scuola e ad una società cooperativa ‘Arianoa’ nata nel 2004 all’interno dell’Istituto tecnico Economico ‘Costa’ di Lecce ad opera di due docenti e 16 studenti con la mission di stimolare gli alunni all’auto-imprenditorialità e sostenere finanziariamente e fisicamente le loro giovani start up.

Antonio e Gianluigi saranno due dei 20 imprenditori under 20 provenienti da tutto il mondo (6 in tutto gli italiani), invitati a raccontare le loro storie nell’incontro organizzato il prossimo 3 ottobre a Roma nell’ambito di Maker Faire – The European edition, la fiera europea del Maker. ”Una miriade di imprese innovative, dalla tecnologia all’agroalimentare, dal turismo all’abbigliamento, dalla biomedicina al tifo sportivo, dall’ecosostenibilità alla chimica d’avanguardia, sono nate e proliferate negli ultimi anni nel Salento”, spiega il prof. Daniele Manni, presidente di Arianoa (‘aria nuova’ nel dialetto locale), nata 10 anni fa – quando in Italia le ‘start up’ non si chiamavano nemmeno così – all’interno della scuola pubblica Gallilei-Costa di Lecce e ora non più ‘interna’ all’istituto ma presente e attiva autonomamente sul territorio. Fanno testo quindi, nella ‘start up valley’ dell’Italia ragazzi coraggiosi e giovanissimi con ‘idee brillanti’, docenti ‘in prima linea nel sostenere gli alunni, e anche, per una volta, le istituzioni: la Regione Puglia, la Provincia di Lecce, il Comune di Lecce e altri comuni del territorio che sfornano in continuazione bandi e progetti orientati alle Smart City, all’imprenditoria giovanile e all’incentivazione alla conoscenza e all’uso delle tecnologie.

Fanno testo per l’entità di finanziamenti ottenuti, ad esempio, progetti come quello di Alessandro che ha sviluppato trattamenti contro l’obesità attraverso una pillola a base di polimeri in grado di assorbire l’acqua e gonfiarsi, oppure come quello la start up di Mauro che si occupa di trattamenti superficiali a base di sali d’argento per rendere i tessuti antibatterici o quella di Boris per la vendita di auto usate.
La ciliegina su questa torta dell’innovazione è il progetto che si attuerà questo autunno-inverno e che vedrà un team di giovanissimi startupper salentini in giro per le scuole medie della provincia per raccontare e mostrare le loro esperienze con il chiaro intento di piantare un piccolo seme di auto-imprenditorialità nelle fresche, fertili e giovanissime menti del territorio.