Le Braci 2007 fa tappa al Cantiere del Gusto di Bari

Pubblicato il 18 Mar 2015 da Simona Giacobbi

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Straziami ma di Braci saziami. Continua il tour di Severino Garofano Vigneti e Cantine per presentare al pubblico Le Braci 2007. Un grande vino che esalta le proprietà del Negroamaro, il vitigno più importante del Salento. La figura di una donna con i capelli fiammeggianti, dallo sguardo sensuale e ammiccante, pronta a elargire baci e Braci, pensata dall’artista salentina Valentina D’Andrea, ha fatto tappa venerdì 13 marzo al Cantiere del Gusto, centralissimo locale di Bari dedicato agli amanti del gusto.

Fondata nel 1995 a Copertino dal famoso enologo Severino Garofano che trasferitosi dall’Irpinia al Salento s’innamorò di questa terra scrivendo così con il suo lavoro una pagina importante della storia della vitivinicoltura del Sud, ora l’Azienda Tenute Monaci è guidata dai figli Stefano e Renata, entrambi presenti alla serata organizzata in collaborazione con Slow Food Bari, RP Consulting e Onav Puglia. Una piccola grande realtà, quella dell’Azienda Monaci di Severino Garofano che nasce nel 1995 da una grande passione, quella di Severino Garofano, come ha spiegato il figlio Stefano: “Ci consideriamo figli del vino. Nostro padre è stato per 45 anni direttore tecnico della Cantina sociale di Copertino e ha avuto l’orgoglio di portare un vino doc in giro per il mondo. Tra l’altro uno dei primi cinque vini rossi venduti per 15 anni dal monopolio svedese”.
Una storia di viaggi che ha formato e condizionato la vita di Stefano e Renata. “Siamo cresciuti con la voglia di darci da fare e seguire le sue orme”. Un’avventura familiare che parte da Copertino per rinnovare le radici e il legame con la loro terra e che è giunta al ventesimo anno di attività. “Le Braci è uno dei vini che nel tempo è cresciuto e nasce dall’attesa, da una vendemmia tardiva – ha detto Stefano Garofano – C’è l’attesa in vigna e in cantina. Un anno di barrique, quattro in vasca e altri due anni in bottiglia per un totale di sette anni prima di arrivare nel calice inseguendo la tendenza del Negroamaro di essere un vitigno predisposto anche per vini di buona longevità. Per questo l’intesa con Slow Food Bari è stata immediata, proprio per il concetto di ‘slow’, lento”.

La sorella Renata, molto attiva sui social network “per condividere con chi è lontano momenti piacevoli come questo”, si unisce alle parole del fratello. “È un’emozione raccontare questi vini grazie a quello che ha costruito nostro padre che ci ha passato questa eredità e che speriamo di portare avanti sempre al meglio”, ha detto.

E proprio Damiano Ventrelli (vicepresidente Slow Food Puglia), affiancato dal fiduciario della condotta di Bari Leonardo Manganelli, ricorda la passione che Severino Garofano è riuscito a trasmettere ai figli. “È bastato poco per capire il suo spessore. Ha portato in giro i più grandi e importanti vini pugliesi che hanno fatto il nome del Salento. Un uomo che trasmette emozioni e un sentimento forte che lo spinge ad andare avanti”.

A suggerire all’enologo Garofano il nome di questo vino, Le Braci, è stata la lettura dell’omonimo romanzo dello scrittore ungherese Sandro Marai, un racconto sulla forza della passione e dell’amicizia, sentimenti che mai, anche dopo molto tempo e destini opposti, smettono di ardere. Ad accompagnare i presenti durante la degustazione, Enzo Scivetti, delegato Onav Puglia. “Ogni parola di Severino per me è stata un insegnamento. Una fonte preziosa. Un ricordo indelebile che trasferisco anche quando degusto i suoi vini”. Scivetti sottolinea “la luminosità, la sfumatura granata, segno dell’età e della maturazione di questo grande vino”. “Al naso è una bella passeggiata salentina al tramonto, dalla vigna verso il mare, con odori di frutta rossa matura, prugna. È elegante, delicato, con florealità leggere, con un carattere di macchia mediterranea, all’humus di sottobosco. Un vino – ha continuato Scivetti – che dà una sensazione fresca e leggermente balsamica. Elegante all’assaggio, manifesta immediatamente l’acidità, il tutto correlato a una lunghezza immensa degli aromi”.

Al termine della presentazione, una degustazione con alcuni abbinamenti gastronomici curati da Roberto Capobianco del Cantiere del Gusto. A seguire una cena in uno dei luoghi baresi del vino per eccellenza, il ristorante Perbacco dell’oste Beppe Schino, locale inserito nella Guida Osterie D’Italia 2015 di Slow Food. Durante l’incontro, dedicato ai soci Slow Food, una verticale di Le Braci (annate 2001, 2004, 2007).

Severino Garofano Vigneti e Cantine sarà anche al Vinitaly di Verona (Pad. 7, stand A7) che aprirà le porte al pubblico domenica 22 marzo. In programma, martedì 24 marzo, alle 15.15, allo stand allestito con la collaborazione di Officine Tamborrino di Ostuni, un evento al quale parteciperanno gli chef Antonella Ricci e Vinod Sookar del ristorante Al Fornello da Ricci, che prepareranno finger food accompagnati da Le Braci in un tasting condotto dalla giornalista Antonella Millarte.

Giornalista professionista, laurea in lingue e letterature straniere e un master in Social Communication. Piacentina d’origine, pugliese d’adozione dal 2012, cresciuta a tortelli e gnocco fritto, impara a cucinare in Canada, a Toronto, dove ha vissuto sei anni e dove ha lavorato per il quotidiano italiano Corriere Canadese. Oltreoceano scopre una diversità culinaria etnica senza confini. Da allora la sua vita cambia. Cucina e ristoranti diventano luoghi interscambiabili di idee, progetti, tradizioni e passioni. Ama assaporare, provare, gustare. E fare foto. Conduce su Telenorba e TgNorba24 la trasmissione “I colori della nostra terra”, un programma che parla di ruralità, agroalimentare ed eccellenze enogastronomiche della Puglia. Ha collaborato con I Love Italian Food e il Cucchiaio d’Argento ed è spesso chiamata a far parte di giurie di eventi a carattere enogastronomico e di concorsi legati al mondo della pizza. Recensisce pizzerie per guide cartacee e online. Nel 2011 crea Pasta Loves Me, un blog che parla di lei, di pasta, food e lifestyle. È fondatrice e responsabile di Puglia Mon Amour, un’avventura che vive con gli occhi curiosi di turista e l’entusiasmo di un’innamorata per una terra che regala ogni giorno emozioni, genuinità e solarità. Ha la pizza napoletana nel cuore e tutto quello che rende felice il suo palato. E vive con una certezza: la pizza non le spezzerà mai il cuore.

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